mercoledì 11 maggio 2011

La differenza tra fare e agire


“La nostra epoca ha stravolto il significato della parola “agire”. Quelli che noi chiamiamo “atti” non sono frutti dell’agire ma appartengono più al suo contrario, al patire o talvolta al niente (per esempio, l’atto di mangiare). In altre parole, “fare” non significa “agire”. Nella nostra società disciplinare sappiamo ciò che dobbiamo fare in ogni momento della giornata. Sappiamo bene chi è una persona attiva. Non è una persona che suona il trombone, dipinge, fa l’amore o osserva il mondo. La persona attiva obbedisce a un fare regolamentato, superdisciplinato. Attivo e passivo sono, nel nostro mondo, le due facce del medesimo patire […] La nostra società si crede massimamente attiva in quanto iperattiva, ma una tale iperattività è del tutto diversa dall’agire perché in essa sono assenti consapevolezza e conoscenza di sé. L’iperattività è dunque una sorta di doppio sintomo dell’impasse e della sofferenza verso cui ci conduce la nostra incapacità di agire e della necessità politica di continuare a giustificare il sistema che ci costringe a questo […] L’agire passa, quindi, attraverso la rinuncia al controllo della situazione, ci impegna sempre in qualcosa di ignoto e nell’accettare gli interrogativi che ci portano verso la molteplicità. L’agire è quel momento in cui mi faccio un po’ da parte e mi lascio traversare da elementi di una molteplicità a cui appartengo […] L’agire mi fa per forza perdere la bussola. Agire mi fa cercare l’armonia, il senso di collettività. L’agire è sovversivo.”
Miguel Benasayag, ABC dell’impegno

Fanno riflettere queste parole di Benasayag, soprattutto ora, con tutti questi pianeti in Ariete, che inviterebbero all’azione, e invece producono solo iperattività, frustrazione, rabbia e una cronica mancanza di tempo per suonare il trombone, dipingere, fare l’amore e osservare il mondo.

lunedì 2 maggio 2011

Giovanni Paolo II e Marte in Bilancia

Giovanni Paolo II aveva nel suo tema un Marte in dodicesima casa sul 23° grado della Bilancia (22°27) a circa 5 gradi dall’AS, posizionato quindi nella zona Gauquelin, che governava la sesta e la settima casa. Un Marte nel segno del suo esilio, retrogrado e semi-isolato, che, a prescindere dalla vicinanza all’AS, presenta solo un quintile con Giove in decima casa e un sestile con la Luna Nera in seconda casa.
E’ interessante notare come questo elemento del suo oroscopo balzi sempre in primo piano nei momenti più importanti della sua vita, e oltre.

Il giorno della sua elezione a Papa, il 16.10.1978, il Sole era esattamente congiunto al Marte natale.

Il 13.05.1981, giorno dell’attentato a Piazza S. Pietro, Plutone R si trovava a 22°10 Bilancia, congiunto al suo Marte.

Il giorno della sua morte, il 02.04.2005, Saturno si trovava quadrato sul 21° grado del Cancro e il Nodo Sud (vero) esattamente congiunto al Marte natale.

Ieri, 01.05.2011, giorno della sua beatificazione, la congiunzione Luna/Marte/Giove, che si è formata sul 23° grado dell’Ariete era esattamente opposta al Marte di nascita.

Il tema nodale mostra ancor più chiaramente il carattere destinico e karmico di questo pianeta. Nel tema nodale, infatti, Marte si trova in prima casa congiunto al Nodo Nord nodale.

Papa Wojtyla ebbe a dire: “È necessario cercare il giusto equilibrio tra il rispetto della propria identità e il riconoscimento di quella altrui.” e “La pace, secondo gli insegnamenti dei Profeti d'Israele, è un frutto della giustizia e del diritto e allo stesso tempo un dono gratuito del tempo messianico. Perciò deve essere eliminato ogni tentativo di violenza, che ripete vecchi errori e quindi suscita odio, fanatismo e integralismo religioso, che sono nemici dell'armonia fra gli uomini.– quali altre frasi esprimerebbero meglio le valenze di questo Marte?