mercoledì 8 febbraio 2017

Io e le donne



Il modo in cui mi sono espressa nei confronti di Maria Elena Boschi nel post sul governo Gentiloni mi ha attirato critiche di antifemminismo, di una sorta di invidia inconscia nei confronti delle donne belle, intelligenti e di successo.
Solitamente non rispondo alle provocazioni, ma in questo caso ci tengo a fare delle precisazioni perché è da circa un anno che mi vedo impegnata in una ricerca piuttosto approfondita proprio sul femminile.

Le donne che popolano e hanno popolato negli ultimi vent’anni il panorama politico italiano sono quasi senza eccezioni l’espressione di un femminile che per emergere ha aderito totalmente alle dinamiche e ad un sistema di valori tipicamente maschile. Che siano bamboline o virago, ognuna di loro si è accodata al branco del maschio alfa nell’illusione di poter contare.
Nessuna di loro ha minimamente scalfitto le regole del gioco, anzi spesso sono state usate come portabandiera di leggi e riforme che ci hanno tolto giustizia sociale e diritti. E questo, checché se ne dica, avviene perché l’agenda politica continua ad essere nelle mani di leader maschi unicamente interessati al potere e al controllo. E a questa leadership maschile non si contrappone una presenza femminile che, partendo proprio dal diverso modo che hanno le donne di essere nel mondo, riesca a fare pressione affinché ciò che interessa realmente alle donne diventi importante.
Nessuna di queste donne ha speso le proprie energie per mettere davvero in discussione un modello sociale sempre più improntato alla sperequazione e alla disuguaglianza, dove sono sempre i più deboli a farne le spese, in primis donne e bambini. Si sono accontentate di raggiungere posizioni di pseudo-potere, lasciandosi invischiare nei giochi per la supremazia del leader di turno, per poi scomparire senza lasciare traccia quando le fortune dei loro protettori sono tramontate.
Non ho visto nessuna di loro impegnarsi in modo particolare affinché il cibo che mangiamo sia più sano e l’aria che respiriamo più pulita, affinché i nostri figli abbiano un’istruzione decente e un futuro su cui poter contare, affinché ci siano più diritti e giustizia sociale per tutti e i problemi vengano affrontati nella loro complessità con onestà e buon senso.
Tutto questo non sembra esercitare su di esse una particolare attrattiva perché, come la dea Atena, sono donne nate dalla testa del padre, sempre pronte a promuovere gli interessi di questa nostra società ancora fortemente patriarcale e a favorire il destino degli eroi; donne simbolicamente senza madre, che hanno un pessimo rapporto con le proprie simili, e quindi incapaci di accrescere la loro forza creando dei gruppi di pressione di donne su argomenti che interessano alle donne e non agli uomini; donne interessate solo al potere e alla strategia, corazzate, prive di empatia e di compassione, istericamente aggressive ma senza vero coraggio; donne che fanno incazzare le donne perché sfruttano al massimo i vantaggi e le opportunità ottenuti dalle donne grazie alle lotte femministe senza mettere mai lontanamente in discussione le posizioni maschiliste dello status quo.

In quanto donna, più che rappresentata, mi sento tradita da figure politiche come quella di Maria Elena Boschi, verso cui non nutro nessuna invidia inconscia, ma nei cui confronti – per i motivi di cui sopra – non nutro alcuna simpatia.

Nessun commento: