venerdì 3 novembre 2023

Sole opposto a Giove e Venere opposta a Nettuno: Trasformazione e umiltà

 

Amare se stessi è un grande atto di umiltà, di conciliazione con i propri limiti, le proprie paure, le proprie insufficienze” (Vito Mancuso, Io amo. Piccola filosofia dell’amore)

 

Oggi, 3 novembre, nel cielo si perfezionano due opposizioni, due tiri alla fune, che intrecciandosi tra loro da una parte ci tengono in ostaggio e dall’altra ci comunicano due messaggi molto importanti: l’opposizione del Sole a Giove e l’opposizione di Venere a Nettuno.

 

Il Sole è il nucleo centrale della nostra energia e Giove simbolizza l’irraggiamento di tale energia verso gli altri e l’esterno. Quando il binomio Sole/Giove non opera in modo armonico, possiamo inibire il principio gioviano, accentrando tutta o gran parte dell’energia solare in noi stessi in una sorta di avarizia energetica che ci rende più o meno “autistici”, cioè persone che manifestano difficoltà nell’interazione sociale, con interessi ristretti e stereotipati e con difficoltà di comunicazione, che tendono a sfuggire il contatto umano, sorde ai bisogni degli altri e fortemente concentrate sul soddisfacimento delle proprie necessità, persone che non sorridono quasi mai perché anche il sorriso è un dono che facciamo all’altro e che viene dal cuore.

Oppure possiamo inibire un sano uso del principio solare, investendo tutta la nostra energia nell’interazione con l’altro e l’esterno, in una sorta di proliferazione egoica che ci rende più o meno “invadenti”, cioè persone che entrano a gamba tesa nella vita degli altri imponendo senza discrezione la loro presenza o il loro interessamento, ingerendo in questioni che non le riguardano; persone che non si rendono conto che esistono dei limiti nel rapportarsi agli altri e che mirano ad assumere il controllo della vita altrui in un modo spesso morboso e inopportuno, se non molesto.

Quest’opposizione del Sole in Scorpione a Giove in Toro ci pone di fronte ad un Sole che si sente sepolto vivo nel regno dei morti, quasi sopraffatto dal dolore e dal senso di morte che sente attorno a sé, che sente la propria energia scivolare via da sé come una fiammella che ad ogni momento rischia di spegnersi nel buio, e che può aggrapparsi disperatamente al piano puramente materiale e sensuale di Giove in Toro per cercare di placare quella dolorosa sensazione di perdita di controllo sulla propria vita, imboccando la via che apparentemente offre la resistenza minore. Oppure di un Sole rabbioso, rancoroso, che, proprio perché si sente morire, brucia tutte le sue ultime risorse in un ultimo falò al grido di “Muoia Sansone con tutti i Filistei”, accettando che l’unico riscatto/vendetta possibile implichi anche la propria autodistruzione.

In realtà il Sole in Scorpione non sta morendo, ma sta cambiando pelle, identità, sta subendo un processo di profonda trasformazione in cui Giove lo invita a reinvestire sui propri talenti, sulla propria autostima e sul senso del proprio valore personale, accettando la fine e la necessaria elaborazione del lutto e imparando a fluire attorno e attraverso gli ostacoli come l’acqua: sfruttando la sensibilità dell’acqua per tornare a far proliferare la vita sulla terra.

 

Questa opposizione Sole/Giove influisce su quella Venere/Nettuno e ne subisce a sua volta l’influsso. Venere, infatti, è semiquadrata al Sole e sesquiquadrata a Giove, e Giove è a sua volta semiquadrato a Nettuno, creando questa coppia di triangoli disarmonici, estremamente sfidante, che intreccia le due opposizioni tra loro.

 

Venere in Vergine opposta a Nettuno in Pesci è una sorta di post-it che ci ricorda quanto il nostro mondo sia malato per carenza di amore e di bellezza, di dignità e di rispetto per la vita, ci dice che abbiamo bisogno di una “terapia” dell’amore, di una “disciplina” dell’amore, e che l’amore non è sogno, ma un impegno quotidiano, instancabile, volto al bene verso se stessi, gli altri e l’ambiente, perché il divino abita nelle piccole come nelle grandi cose, nei piccoli gesti quotidiani di cura e di gentilezza, nell’attenzione e nella presenza che poniamo in ogni cosa, in ogni gesto e in ogni parola. E’ un invito a non dipendere acriticamente dalla fatalità, ma piuttosto ad estrarre quotidianamente un pezzetto di ordine dal caos, per quanto faticoso, frustrante e illusorio possa apparire. E così, mentre Nettuno in Pesci può indurci a desiderare di fonderci con l’universo come via di fuga da un mondo in cui non ci riconosciamo più, Venere in Vergine ci strappa a questo sogno di fusione con la fonte dell’amore universale e incondizionato per ricordarci che l’amore è anche pazienza, attenzione, opere e servizio. E’ una Venere che ricorda la bellezza e la profondità del gesto che Gesù compie quando si inginocchia per lavare i piedi ai discepoli, o l’altrettanta bellezza e profondità del saluto indiano Namastè.

 

“L’estremo lembo dell’audacia è amare umilmente se stessi” (Don Luigi Giussani, Un evento reale nella vita dell’uomo (1990-1991)


"Loving oneself is a great act of humility, of reconciliation with one's limits, one's fears, one's inadequacies" (Vito Mancuso, Io amo. Piccola filosofia dell’amore)

 

Today, Nov. 3rd, two oppositions (the opposition of the Sun to Jupiter and the opposition of Venus to Neptune) are taking place in the sky, two intertwining tugs of war, which on the one hand hold us in hostage and on the other hand convey us a very important message, namely how much patience and humility are needed to support the processes of transformation.

 

The Sun is the core source of our energy and Jupiter symbolises the radiance of that energy towards others and the outside world. When the Sun/Jupiter duo does not operate harmoniously, we can inhibit the Jupiterian principle, focusing all or most of the Sun's energy onto ourselves in a kind of energetic avarice that makes us more or less 'autistic', i.e. people who manifest difficulties in social interaction, with narrow and stereotyped interests and with communication difficulties, who tend to shy away from human contact, deaf to the needs of others and strongly focused on satisfying their own needs, people who hardly ever smile because a smile is also a gift we give to others and which comes from the heart.

 

Or we can inhibit a healthy use of the solar principle, investing all our energy in interacting with others and the outside world, in a sort of egoic proliferation that makes us more or less 'intrusive', i.e. people who intrude into the lives of others, imposing their presence or interest without discretion, meddling in matters that do not concern them; people who do not realise that there are limits when dealing with others and who aim to take control of others' lives in a way that is often morbid and inappropriate, if not harassing.

 

This opposition of the Sun in Scorpio to Jupiter in Taurus confronts us with a Sun who feels buried alive in the realm of the dead, almost overwhelmed by the pain and sense of death that he feels all around him, who senses his own energy slipping away from him like a flame that at every moment threatens to fade into darkness, and who may cling desperately to the purely material and sensual plane of Jupiter in Taurus to try to assuage that painful feeling of loss of control over his life, taking the path that apparently offers the least resistance. Or of an angry, resentful Sun who, precisely because he feels he is dying, burns all his last resources in a final bonfire to the cry of 'Die Samson with all the Philistines', accepting that the only possible redemption/revenge also involves his own self-destruction.

 

In reality, the Sun in Scorpio is not dying, but is changing its skin, its identity, undergoing a process of profound transformation in which Jupiter invites it to reinvest in its talents, its self-esteem and its sense of personal worth, accepting the end and the necessary mourning process and learning to flow around and through obstacles like water: harnessing the sensitivity of water to make life flourish again on earth.

 

This Sun/Jupiter opposition affects the Venus/Neptune opposition and is in turn influenced by it. Venus, in fact, is semi-square to the Sun and sesquiquadrate to Jupiter, and Jupiter is in turn semi-square to Neptune, creating this extremely challenging pair of disharmonious triangles, which weave the two oppositions together.

 

Venus in Virgo opposing Neptune in Pisces is a yellow sticky note reminding us how sick our world is for lack of love and beauty, of dignity and respect for life, telling us that we need a 'therapy' of love, a 'discipline' of love, and that love is not a dream, but a daily, untiring commitment to the good towards oneself, others and the environment, because the divine dwells in small as well as in big things, in the small daily acts of care and kindness, in the attention and presence we place in everything, in every act and in every word. It is an invitation not to depend uncritically on fatality, but rather to extract every single day a little piece of order from chaos, however tiring, frustrating and illusory it may appear. And so, while Neptune in Pisces may lead us to desire to merge with the universe as an escape route from a world in which we no longer recognise ourselves, Venus in Virgo snatches us away from this dream of fusion with the source of universal and unconditional love to remind us that love is also patience, attention, deeds and service. It is a Venus that reminds us of the beauty and depth of the gesture Jesus makes when he kneels to wash the disciples' feet, or the equally beauty and depth of the Indian greeting Namastè.

 

"The extreme edge of audacity is to humbly love oneself" (Don Luigi Giussani, Un evento reale nella vita dell’uomo (1990-1991))

 


lunedì 30 ottobre 2023

Il trigono Venere/Urano: quel cambiamento salutare tanto atteso

Uno dei problemi che spesso gli astrologi hanno sta nell’anticipare troppo gli eventi, cosicché le loro previsioni finiscono per finire nel dimenticatoio. Questo post è quindi un richiamo a quanto avevo anticipato nel video di Venere in Leone postato il 2 giugno (link nel primo commento).

Vi ricordate tutto il lungo tormentone dell’anello di retrogradazione di Venere in Leone di quest’estate? Ebbene, domani, 31 ottobre, si perfezionerà il trigono di Venere in Vergine a Urano in Toro, che promette finalmente quel salutare cambiamento tanto atteso per tutta l’estate.
Venere è entrata in Leone il 5 giugno e il primo aspetto che ha fatto è stata un’opposizione a Plutone, anticipandoci il tema chiave di tutto questo andirivieni: uno scavo nel profondo che ha avuto per oggetto le relazioni, sviscerate da un punto di vista prettamente soggettivo allo scopo di ritrovare una direzione più consona alla nostra identità.
Il percorso non è stato facile né privo di inconvenienti, delusioni, insoddisfazioni (le svariate quadrature a Giove e Urano e i quinconce a Nettuno e Plutone): un lungo tormentone che doveva portarci proprio qui, ad un cambiamento salutare, molto logico e razionale, che non ha nulla di romantico. Questa Venere in Vergine, governata da Mercurio in Scorpione, che a sua volta è governato da Marte in Scorpione, ha la precisione e la lucidità del cecchino nel puntare a ciò che non va per eliminarlo. E il risultato di questo cambiamento sarà proprio la riacquisizione di quel potere personale, che l’opposizione Venere/Plutone del 5 giugno ci aveva indicato come problema chiave da risolvere. Infatti, l’ultimo aspetto che Venere farà dalla Vergine sarà proprio il trigono a Plutone del 6 novembre.
Un consiglio: non fatevi fregare dall’opposizione di Venere a Nettuno del 3 novembre… ormai dovreste aver capito che è solo una fregatura 😊
P.S.: Nel video vi avevo parlato anche di un possibile aspetto Sekhmet di Venere in Leone, ossia di un aspetto assai poco accondiscendente, anzi dichiaratamente sanguinario. Ebbene l’attacco di Hamas ad Israele è avvenuto il 7 ottobre, ossia proprio quando Venere in Leone (che governava Marte in Bilancia quadrato a Plutone) è uscita, incaxxata nera, dal cono d’ombra della retrogradazione… gli antichi lo sapevano che spesso le guerre sono scatenate da Venere… la guerra di Troia docet.

lunedì 23 ottobre 2023

Giustizia e misericordia: L'eclissi di Luna del 28 ottobre

L’esatta opposizione di Marte in Scorpione a Giove in Toro presente nel tema della prossima eclissi di Luna del 28 ottobre mi fa pensare alla figura dell’ebreo Shylock del Mercante di Venezia, che incarna l’implacabile legge del taglione, “Vita per vita, occhio per occhio, dente per dente”: qui Marte in Scorpione incarna il desiderio di vendetta e Giove in Toro il principio della giustizia retributiva.

Ma quella Luna congiunta a Giove sembra evocare il personaggio di Porzia, a cui Shakespeare fa dire nella stessa opera: “La natura della misericordia è spontanea; cade come la dolce pioggia dal cielo in basso sulla terra; è due volte benedetta perché benedice colui che la esercita e colui che la riceve; è più potente dei potenti e si addice al re in trono più della sua corona”. Un messaggio che la Luna in Toro veicola a Marte tramite l’opposto Mercurio congiunto al dio della guerra e della vendetta. In questo caso Giove ferma la mano di Marte per la compassione nei confronti delle ulteriori sofferenze che si verrebbero a creare, e Marte, non più accecato dal desiderio di vendetta, fa un passo indietro, rimettendosi ad un principio di giustizia più elevato. In questo caso la consapevolezza fa riconoscere anche ad un Marte in Scorpione che esiste un primato morale che trascende la giustizia retributiva.
C’è sempre una misura… e proprio in Misura per misura Shakespeare fa dire ad Isabella “Cosa sareste voi se Dio, al culmine della giustizia, dovesse giudicarvi quali siete? Pensate a questo e la misericordia respirerà dalle vostre labbra come l’uomo appena creato”.
Non c’è mai un modo solo di vivere ciò che il cielo ci presenta. Ogni cosa, ogni situazione, ogni sfida possiamo viverla di pancia, con la ragione o col cuore, sta sempre a noi.

The exact opposition of Mars in Scorpio to Jupiter in Taurus in the chart of the next lunar eclipse of Oct. 28th makes me think of the character of the Jew Shylock in The Merchant of Venice, who embodies the implacable law of retribution, “Life for life, an eye for an eye, a tooth for a tooth”: here Mars in Scorpio embodies the desire for revenge and Jupiter in Taurus the principle of retributive justice.
But that Moon in conjunction with Jupiter seems to evoke the character of Portia, to whom Shakespeare makes say in the same play: “The quality of mercy is not strained; It droppeth as the gentle rain from heaven upon the place beneath. It is twice blest; It blesseth him that gives and him that takes: It is mightiest in the mightiest; it becomes the throned monarch better than his crown”.
A message that the Moon in Taurus conveys to Mars via the opposite Mercury conjoined to the god of war and revenge. In this case, Jupiter stops the hand of Mars out of compassion for the further suffering that would be created, and Mars, no longer blinded by the desire for revenge, takes a step back, submitting to a higher principle of justice. In this case, awareness makes even a Mars in Scorpio recognise that there is a moral primacy that transcends retributive justice.
There is always a measure... and in Measure for Measure Shakespeare has Isabella say “How would you be if He, which is the top of judgement, should but judge you as you are? O, think on that, and mercy then will breathe within your lips like man new made”.
There is never just one way to experience what the sky presents to us. We can live everything, every situation, every challenge from the gut, with reason or from the heart, it is always up to us.

giovedì 19 ottobre 2023

L'eclissi della settima crociata

 L’eclissi di Sole in Bilancia dello scorso 14 ottobre fa parte di un ciclo di eclissi, che ha avuto inizio il 22 giugno 1248. La prima eclissi di ogni ciclo di Saros fornisce una sorta di imprinting per tutte quelle successive, e in questa prima eclissi del 1248, come anche in quella del 14 ottobre, Plutone era in aspetto all’eclissi (in quel caso era un trigono) e formava un aspetto di quadratura con Marte. A tal proposito, Bernadette Brady dice che l’enorme potenza, rabbia e forza della quadratura Marte/Plutone viene incanalata in questa famiglia di eclissi attraverso il trigono esatto che collega Plutone alla congiunzione Sole/Luna.

Nel 1248, e precisamente il 25 agosto (ossia due mesi dopo l’eclissi), re Luigi IX di Francia, detto Il Santo, dà l’avvio alla settima crociata in Terrasanta, crociata che aveva lo scopo di riconquistare Gerusalemme, caduta nelle mani dei Mussulmani nel 1244. Infatti, a seguito della notizia dei massacri compiuti in Terrasanta, che sconvolse la cristianità, durante il Concilio di Lione del 1245 Papa Innocenzo IV rivolse un appello per la liberazione di Gerusalemme, a cui rispose appunto Luigi IX di Francia, a cui il Papa affidò l’organizzazione della crociata, escludendo la partecipazione del Sacro Romano Impero di Federico II, che era stato scomunicato. Questa crociata fu un fallimento; re Luigi IX di Francia fu addirittura catturato e venne liberato dalla moglie solo dopo il pagamento di un riscatto di 800.000 bisanti d’oro, che i Templari furono letteralmente obbligati ad anticipargli.
In astrologia si dice che nel momento di inizio di ogni cosa è inscritto il suo svolgimento e la sua fine… anche perché dalla storia non si impara mai nulla.

The solar eclipse in Libra of Oct. 14th was part of a cycle of eclipses that began on Jun. 22nd, 1248 and will end in 2492. The first eclipse of each Saros cycle provides a kind of imprinting for all subsequent ones, and in this first eclipse of 1248, as well as in that of Oct. 14th, Pluto was in aspect to the eclipse (in that case it was a trine) and formed a square aspect with Mars. In this regard, Bernadette Brady says that the enormous power, anger and force of the Mars/Pluto square was channelled into this eclipse family through the exact trine linking Pluto to the Sun/Moon conjunction.
In 1248, on Aug. 25thto be precise (i.e. two months after the eclipse), King Louis IX of France, known as The Saint, launched the Seventh Crusade to the Holy Land, a crusade the aim of which was to reconquer Jerusalem, which had fallen into the hands of the Muslims in 1244. In fact, following the news of the massacres in the Holy Land, which shocked Christendom, during the Council of Lyons in 1245 Pope Innocent IV made an appeal for the liberation of Jerusalem, which was answered by Louis IX of France, to whom the Pope entrusted the organisation of the crusade, excluding the participation of the Holy Roman Empire of Frederick II, who had been excommunicated. This crusade was a failure; King Louis IX of France was even captured and was freed by his wife only after the payment of a ransom of 800,000 gold bisants, which the Templars were literally forced to pay for his release.
In astrology, it is said that in the moment of the beginning of everything is inscribed its unfolding and its end... also because we never learn anything from history.

martedì 17 ottobre 2023

Capricorn and Aquarius: Two Different Worldviews and Ways of Building Structures

 I would like to share with you an excerpt of the book I’m writing on the Zodiac code.


CAPRICORN AND AQUARIUS: TWO DIFFERENT WORLDVIEWS AND WAYS OF BUILDING STRUCTURES Capricorn and Aquarius are the signs symbolically connected to the two fundamental types of structures possible in this world of ours, i.e. the closed, hierarchical, vertically developing structures of Capricorn, and the open, networked structures of Aquarius, which have a horizontal or radial development, and are based on variable interconnection systems.
If in Pisces we have the chaotic systems, from which new patterns emerge from the realm of the undifferentiated, in Aquarius we find that these new, barely sketched-out patterns have transformed themselves into complex systems, learning to self-regulate and self-organise into dynamic systems, which in time will structure themselves in Capricorn into rigid, hierarchical systems that tend to take a univocal form, which will be much less flexible and therefore more difficult to change.
The transition from Capricorn to Aquarius, on the other hand, shows us the reverse process, in which we move from a rigid structure to a more dynamic and flexible one, in which the emphasis is placed on its constant ability to self-organise depending on necessity.
Capricorn and Aquarius also represent two very different ways of seeing the same structure. If, for example, we consider a simple three-level structure, in Capricorn we will represent it as a tree structure, while in Aquarius we can represent the very same structure as a combination of sets of the type shown in the image.
It is obvious that favouring one of these two visions over the other makes a big difference. Capricorn's tree structure emphasises a command and control structure of the Master-Slaves type, to speak in computer terms, i.e. the emphasis is on the relationships of subordination and supremacy that link the various parts together. Whereas Aquarius' Chinese box structure places more emphasis on the interconnectedness of each part with the whole.
Aquarius, moreover, being a fixed sign, represents the phase of the condensation of Piscean intuition into a project, that is to say, that phase in which the idea from chaotic takes on a form that is still only ideal and immaterial, and therefore fluid and still susceptible to changes and variations. We could say that Aquarius represents the energetic structure that gradually takes shape around the intuition, which will then take a material form only in Capricorn, confirming the fact that things are born first on the energetic plane, only solidifying later on.
In Greek myth, we can link Aquarius to the generation of the pre-Olympian Titans, following the primordial chaotic phase of the breaking of the cosmic egg and the separation of the primordial feminine principle, represented by Gaea, Mother Earth, from the primordial masculine principle, represented by Uranus, the starry sky. That is, the Titans are deities connected to extremely powerful, but wild and not yet tamed telluric forces, i.e. not yet subject to any codified law. Capricorn, on the other hand, corresponds to the dominion of Zeus and the lineage of the Olympian gods, i.e. those regulating principles that succeeded in taming the primordial forces of the cosmos, represented by the Titans, bringing stability and establishing the new world order of Zeus and his sons.
If, on the other hand, we read the sequence of these three signs in a counter-clockwise direction, we have in Capricorn the already existing model established in codified structures, which is destined to have to re-confront the titanic forces in Aquarius in order to regain that fluidity that avoids sclerotization and allows the energy that has become stagnant in Capricorn, to circulate more freely, until finally we reach Pisces where we witness both the deconstruction and dissolution of the old structure as well as the end phase of the gestation of the new model that will then be born in Aries.
On 0° Aquarius, that is, on the cusp where the two types of structure meet, the concept of hierarchical networks comes into being, where the hierarchy becomes more inclusive, as in client-server networks, that is the networks on which our economy is essentially structured. They are networks articulated as multiple power centres, managed by a network administrator who decides on security measures and access rules for network resources.
The further we move away from 0° Aquarius towards the following degrees of the sign, the more the network turns from hierarchical to peer-to-peer, i.e. in IT terms networks in which everyone is directly connected to everyone else with equal responsibility. These are networks that, to be viable and profitable, need a strong individual responsibility and mutualism, the will and ability of all the parties involved to work for the common good, otherwise they become anarchic networks, since they lack central management control.
This tells us that when we move from Capricorn to Aquarius, if we do not responsibly open ourselves up to mutualism and sharing, we become sclerotised in a self-destructive rigidity, paving the way for the titanic or Dionysian forces of anarchy.
If we then consider Aquarius as one of the two poles of the Leo/Aquarius axis, we also find here the idea of network and flow. In fact, the Sun in Leo represents the heart, while Aquarius symbolises the whole complex network of venous and arterial circulation.
In short, Aquarius conveys the idea of a deeply interconnected network of links in which something of vital importance circulates, which may be translated as the circulation of energy (prana), blood or information.
Enough food for thought in the run-up to Pluto's upcoming entry into Aquarius 😊
© Alessandra Lanzoni

lunedì 16 ottobre 2023

La libertà dell'Aquario e dei Pesci

 

E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te” (Friedrich Nietzsche)

 I segni dell’Aquario e dei Pesci sono entrambi profondamente legati al concetto di libertà.   

 La libertà dell’Aquario nasce dalla capacità di questo segno di riportare fluidità all’interno di sistemi divenuti obsoleti per un eccesso di rigidità e staticità, introducendo il concetto di rete, che va a sostituirsi a quello di gerarchia piramidale. Ovviamente ciò che per l’Aquario è libertà, al Capricorno può apparire come anarchia. In ogni caso, in Aquario continua a permanere il concetto di struttura (Saturno), benché fondata su presupposti completamente diversi. La libertà di creare nuove connessioni che troviamo in Aquario nasce dalla presa di coscienza che la realtà è un sistema complesso, che richiede agilità, velocità e una cultura della sperimentazione, e ovviamente tutto ciò va a discapito della stabilità, della sicurezza e della linearità a cui ci aveva abituato il Capricorno. Il passaggio dal Capricorno all’Aquario è un vero e proprio cambio di paradigma, cioè un cambiamento nella modellizzazione fondamentale della realtà.

 La libertà dei Pesci è la libertà dal formale tout court. In Pesci proviamo l’ebbrezza e l’angoscia della libertà, perché qui non troviamo argini simbolici che possano venirci in aiuto. In questo settore dello spazio aperto, dell’abisso senza fondo, privo di centro e di periferia, dove non ci sono recinti, mura e neanche ponti, incontriamo una potenza fonte di infinite possibilità, che ci invita ad ampliare lo sguardo sull’infinito e ad accogliere sia l’illimitatezza del nostro potenziale sia l’instabilità e la vulnerabilità radicale dell’esistenza. Questo incontro con la più radicale libertà dal formale può ingenerare un’angoscia, una vertigine tale da indurci a ricreare anche qui, nello spazio aperto per eccellenza, il chiuso di un rifugio, di una cella, di una prigione, come antidoto alla profondità del mare, dell’abisso. La sfida è quella di dare una forma personale a questa potenza impersonale, non cercando di governarla, di controllarla, ma affidandosi ad essa, imparando a navigare i flussi, con stile.

 Nettuno sta incubando già da anni i semi di un nuovo mondo. Saturno ha cominciato più di recente a dare una forma ai nostri sogni e ai nostri incubi riguardo al futuro. Più questi due pianeti avanzeranno nel segno dei Pesci, più si troveranno ai margini del caos, cioè in quello spazio liminare al confine tra i Pesci e l’Ariete, dove i sistemi evolvono proprio grazie all’interazione dinamica tra ordine e caos. La grande sfida a cui andiamo incontro consisterà proprio nel continuare a mantenere una quantità sufficiente di ordine e struttura, affinché la società e le nostre vite non naufraghino nel caos più totale, pur abbracciando pienamente la libertà di sperimentare e innovare, imparando a navigare l’incertezza, l’imprevedibilità, la complessità e l’ambivalenza - imparando a sorvolare l’abisso, con un occhio che sonda le sue profondità e un occhio che punta verso il cielo.

 Ali bisogna avere, quando si ama l’abisso” (Friedrich Nietzsche)

 

And if you gaze long into an abyss, the abyss will also gaze into you” (Friedrich Nietzsche)

 The signs of Aquarius and Pisces are both deeply connected to the concept of freedom.  

 The freedom of Aquarius stems from this sign's ability to bring fluidity back into systems that have become obsolete due to an excess of rigidity and staticity, introducing the concept of the network, which replaces the pyramidal hierarchy. Obviously, what for Aquarius is freedom, to Capricorn may appear as anarchy. In any case, the concept of structure (Saturn) persists in Aquarius, albeit based on completely different assumptions. The freedom to create new connections that we find in Aquarius stems from the realisation that reality is a complex system, requiring agility, speed and a culture of experimentation, and of course this is at the expense of the stability, security and linearity to which Capricorn had accustomed us. The transition from Capricorn to Aquarius is a real paradigm shift, that is, a change in the fundamental modelling of reality.

 The freedom of Pisces is freedom from the formal tout court. In Pisces, we experience the intoxication and anguish of freedom, because here we find no symbolic levees to help us. In this area of open space, of the bottomless abyss, without centre or periphery, where there are no fences, walls or even bridges, we encounter a power source of infinite possibilities, which invites us to widen our gaze into infinity and to embrace both the limitlessness of our potential and the instability and radical vulnerability of existence. This encounter with the most radical freedom from the formal can generate such anguish, such vertigo, that we are led to recreate even here, in the open space par excellence, the enclosure of a refuge, of a cell, of a prison, as an antidote to the depth of the sea, of the abyss. The challenge is to give personal form to this impersonal power, not by trying to govern it, to control it, but by relying on it, learning to navigate the flows, with style.

 Neptune has already been incubating the seeds of a new world for years. Saturn has more recently begun to shape our dreams and nightmares about the future. The more these two planets advance in the sign of Pisces, the more they will be on the edge of chaos, that liminal space on the border between Pisces and Aries, where systems evolve precisely because of the dynamic interaction between order and chaos. The great challenge we face is to continue to maintain a sufficient amount of order and structure so that society and our lives do not sink into total chaos, while fully embracing the freedom to experiment and innovate, learning to navigate uncertainty, unpredictability, complexity and ambivalence - learning to fly over the abyss, with one eye probing its depths and one eye pointing towards the heavens.

 Wings one must have, when one loves the abyss” (Friedrich Nietzsche)

mercoledì 11 ottobre 2023

Marte in Scorpione

 

Vi siete mai chiesti cosa ci fa la forza penetrante di Marte nel segno femminile dello Scorpione?

Da un punto di vista biologico, Marte in Scorpione rappresenta il momento della penetrazione dello spermatozoo nell’ovulo maturo, affinché nasca una nuova vita. A seguito di questa unione, lo spermatozoo, in un certo senso, muore a se stesso, ma la sua parte più essenziale, il suo patrimonio genetico, continua a vivere in una fusione totale e inscindibile con il patrimonio genetico materno, e dalla fusione di questa diade nascerà il terzo elemento, che si avvarrà del patrimonio di entrambi. In questa sua funzione Marte svolge il suo compito di attivatore di processi vitali, in cui il confine tra morte e vita è sempre molto sottile.

Quando non avviene la fecondazione, Marte in Scorpione è il sanguinamento della mestruazione a seguito dello sfaldamento dell’endometrio, che elimina ciò che non è più vitale per preparare il terreno giusto alla nuova ovulazione.

Marte in Scorpione ha sempre qualcosa della precisione chirurgica con cui il bisturi del chirurgo affonda nella ferita o con cui il bisturi dell’anatomopatologo o il coltello del macellaio disseziona il cadavere; o la precisione millimetrica con cui il proiettile del cecchino affonda nel corpo della vittima – con l’inevitabile spargimento di sangue.

Domani mattina Marte entrerà in Scorpione. Pensate che meraviglia sarebbe se invece di assumere le sembianze del macellaio o del cecchino, attivasse la fusione pacifica di due popoli in guerra, ponendo le basi per la nascita di una nuova soggettività politica, capace di avvalersi del patrimonio dei migliori valori umani, culturali e spirituali di entrambi. Ma questo è solo un sogno.

 

Have you ever wondered what the penetrating force of Mars is doing in the female sign of Scorpio?

From a biological point of view, Mars in Scorpio represents the moment when the spermatozoon penetrates the mature ovum so that new life can be born. As a result of this union, the spermatozoon, in a sense, dies to itself, but its most essential part, its genetic make-up, lives on in a total and inseparable fusion with the mother's genetic make-up, and from the fusion of this dyad will arise the third element, which will make use of the heritage of both. In this function, Mars performs its task as activator of vital processes, in which the boundary between death and life is always very thin.

When fertilisation does not take place, Mars in Scorpio is the bleeding of the menses as a result of the flaking of the endometrium, removing what is no longer vital to prepare the ground for the new ovulation.

Mars in Scorpio always has something of the surgical precision with which the surgeon's scalpel plunges into the wound or the anatomist's scalpel or the butcher's knife dissects the corpse; or the millimetric precision with which the sniper's bullet plunges into the victim's body - with the inevitable bloodshed.

Tomorrow morning (Oct. 12th) Mars will enter Scorpio. Think how wonderful it would be if, instead of taking on the guise of the butcher or the sniper, it would trigger the peaceful fusion of two warring peoples, laying the foundations for the birth of a new political subjectivity, capable of drawing on the heritage of the best human, cultural and spiritual values of both. But this is only a dream.

sabato 7 ottobre 2023

“Alcuni sorgono dal peccato, ed altri cadono per mezzo della virtù”

 “Some rise by sin and some by virtue fall” - William Shakespeare, Measure for Measure

La quadratura tra Marte in Bilancia e Plutone in Capricorno sarà esatta il 9 ottobre, e più passano i giorni più la sentiamo incombente.
E’ una quadratura calante, tipica delle crisi di coscienza: un estenuante braccio di ferro tra il desiderio di relazione e le forze inconsce che lo deformano, rischiando ad ogni passo di farlo esplodere o implodere.
Potremmo viverlo come un periodo di netta asocialità, del tipo “meglio soli che male accompagnati” (implosione), oppure farci prendere la mano dal rancore, dal bisogno inconscio di riaffermare la nostra autorità sugli altri (esplosione più o meno controllata), oppure potremmo convenire che è arrivato il momento di regalarci una seduta dallo psicanalista, possibilmente junghiano (tentativo di sublimazione).
Come in ogni crisi di coscienza, i nodi vengono al pettine, e non ci sono soluzioni facili, univoche, definitive. Questa quadratura ci chiede di stare nella frustrazione di non essere stati capaci di creare relazioni responsabili, in cui entrambe le parti traggono vantaggio dall’interazione, grazie ad una responsabile condivisione del potere, e ciò vale sia a livello individuale che sociale.
E’ l’ultima quadratura calante Marte/Plutone che avviene tra questi due segni, perché la prossima congiunzione tra questi due pianeti sarà già in Aquario il 14 febbraio e quindi le prossime quadrature calanti saranno tra lo Scorpione e l’Aquario.
E’ per questo che la sentiamo come un’amara resa dei conti, in cui in realtà non ci sono né vincitori né vinti, perché al di là delle storie che possiamo raccontarci, ciò che resta è il senso di impotenza di fronte a dinamiche inconsce che ci manovrano come burattini, sia che vestiamo la veste della vittima sia quella del carnefice. Ciò che resta è la sensazione che qualunque scelta possiamo fare sulla base della nostra capacità di giudizio, più o meno consapevole, più o meno morale, c’è un margine di oscurità e un prezzo da pagare che lascia l’amaro in bocca.
Marte e Plutone sono due pianeti necessari l’uno all’altro. Plutone ha bisogno di Marte per agire le sue pulsioni, e a volte le sue ossessioni/perversioni.
Quando Plutone sarà in Aquario, quali saranno le nostre crisi di coscienza con Marte in Scorpione? Quanto Plutone dall’Aquario contribuirà a snaturare Marte, instillandogli subdolamente la sensazione che potrà rinascere, solo dopo essere morto a se stesso, in una dimensione fluida, non binaria, maschio/femmina, mandando in confusione la sua identità di maschio duro e puro col pretesto della libertà di genere? E come reagirà Marte a questo attacco alla sua virilità? Coglierà l’occasione per evolvere e rinascere in Sagittario forte di una nuova prospettiva, o cercherà di affermare comunque se stesso a qualunque costo, anche a costo di utilizzare il veleno dello Scorpione contro se stesso?
Vi lascio nel primo commento il link ad un video su questa quadratura Marte/Plutone postato dall’astrologo Christopher Renstrom, che molto acutamente utilizza la commedia di William Shakespeare ‘Measure for Measure’ per sottolineare quanto i margini della nostra capacità di azione sulla base di un giudizio obiettivo siano sottili, sfumati e relativi, e quanto la seduzione di poter giudicare ponendosi in una posizione di predominio sia sempre presente.

 

“NON SO SPIEGARTI L’AMORE” 

Oggi, 7 ottobre, Venere esce dal cono d’ombra della retrogradazione, chiudendo questo lungo periodo iniziato lo scorso 19 giugno, che ci ha fatto passare l’estate a riflettere su quanto la relazione più o meno sana che abbiamo con noi stessi e col nostro cuore incida potentemente sul nostro quotidiano e sul nostro benessere, e anche sulla nostra salute, arrivando a volte a minare anche la fiducia nella nostra mission (i quinconce a Plutone in Capricorno); su quanto le nostre dipendenze siano effettivamente gratificanti o inutilmente sacrificanti, e su quanto il nostro bisogno di intimità abbia reso pericolosamente fluidi i nostri confini, aprendo inutilmente varchi al caos o alla delusione perché ci siamo lasciati sedurre dalle nostre fantasie di fusione (i quinconce a Nettuno in Pesci).

I nostri maestri in questo percorso sono stati la serie di quadrature di Venere a Giove e Urano in Toro, che ci hanno fatto stare nella frustrazione di situazioni in cui la realtà non corrispondeva alle nostre aspettative, e che possono averci lasciato con una sgradevole sensazione di sterilità affettiva, a cui abbiamo contribuito con tuffi nell’effimero, se non nel promiscuo, oppure nell’idealizzazione platonica, che gratifica senza la responsabilità dell’impegno.

Lunedì 9 ottobre Venere entra in Vergine, e il primo aspetto che farà il giorno seguente da questo segno è l’opposizione a Saturno in Pesci – un’opposizione che chiuderà definitivamente questo periodo con un sano e freddo reality check, che assomiglia molto ad una bassa marea sentimentale, ma che in realtà potrebbe coincidere proprio con il momento in cui ci decideremo a spezzare le catene che ci legano a questo malinconico autunno interiore.

In realtà tutto ciò è propedeutico ai trigoni che Venere più avanti farà con Giove e Urano (22 e 31 ottobre), in cui questa vena di pessimismo verrà spazzata via da qualcosa di molto più concreto, che porterà quella ventata di novità e di entusiasmo che tanto ci è mancata durante l’estate.

Con Venere in Vergine, l’amore può essere un buon investimento o una salutare terapia… ma dato che in Pesci c’è pur sempre Nettuno e in Capricorno Plutone, il rischio di lasciarsi catturare alla fine da una sorta di fuga nella sublimazione mistica è sempre dietro l’angolo (3 nov. – Venere opposta a Nettuno in Pesci); come il rischio di lasciarsi andare ad attaccamenti più o meno utilitaristici, basati sulla pulsione pura e semplice, perché il cuore continua ad essere spaventato dai propri sentimenti (6 nov. – Venere trigono a Plutone in Capricorno, mentre la Luna sta per opporsi a Saturno congiunta alla Luna Nera).

Non so spiegarti l’amore. So che dentro c’è molto perdono, tanta cura, colori vastissimi, un po’ di chimica, un po’ di incastro e un po’ di destino, brividi, capricci e risate e la voglia di avventurarsi insieme nelle spire incantate del tempo.” (Fabrizio Caramagna)

 "I DO NOT KNOW HOW TO EXPLAIN YOU LOVE"

Today, Oct. 7th, Venus comes out of shadow, closing this long period that began last Jun. 19th, which has made us spend the summer reflecting on how much the more or less healthy relationship we have with ourselves and our heart powerfully affects our daily life and wellbeing, and even our health, sometimes even undermining our confidence in our mission (quincunxes to Pluto in Capricorn); on how rewarding or unnecessarily sacrificing our addictions actually are, and how our need for intimacy has made our boundaries dangerously fluid, unnecessarily opening up pathways to chaos or disappointment because we have allowed ourselves to be seduced by our fantasies of fusion (quincunxes to Neptune in Pisces).

Our masters on this path have been the series of squares of Venus to Jupiter and Uranus in Taurus, which have left us in the frustration of situations in which reality did not match our expectations, and which may have left us with an unpleasant feeling of emotional sterility, to which we have contributed with dips in the ephemeral, if not the promiscuous, or in platonic idealisation, which gratifies without the responsibility of commitment.

On Monday, Oct. 9th, Venus enters Virgo, and the first aspect it will make the following day from this sign is the opposition to Saturn in Pisces - an opposition that will definitively close this period with a healthy, cold reality check, which looks like a sentimental low tide, but which could actually coincide with the very moment in which we decide to break the chains that bind us to this melancholic inner autumn.

In reality, all this is conducive to the trines that Venus will later make with Jupiter and Uranus (Oct. 22nd and 31st), in which this vein of pessimism will be swept away by something much more tangible and down-to-earth, which will bring that breath of fresh air and enthusiasm that we have so greatly missed during the summer.

With Venus in Virgo, love can be a good investment or a healthy therapy... but since there is still Neptune in Pisces and Pluto in Capricorn, the risk of getting caught up in the end in a sort of escape into mystical sublimation is always just around the corner (Nov. 3rd – opposition of Venus to Neptune in Pisces); as is the risk of letting oneself go in the end to more or less utilitarian attachments, based simply on raw drive, because the heart continues to be frightened by one's feelings (Nov. 6th - Venus trine to Pluto in Capricorn).

"I do not know how to explain you love. I know that inside there is a lot of forgiveness, a lot of care, vast colours, a bit of chemistry, a bit of interlocking and a bit of destiny, thrills, tantrums and laughter and the desire to venture together into the enchanted coils of time."

(Fabrizio Caramagna)


lunedì 3 febbraio 2020

Il ciclo Saturno/Plutone e la congiunzione del gennaio 2020 - video 6 e 7

 Continua la serie dei video sul ciclo Saturno/Plutone e la congiunzione del gennaio 2020.

In questo sesto video vediamo alcuni dei paesi e dei personaggi politici maggiormente interessati dai transiti del 2020, con una particolare attenzione all'Italia e alla Grecia.



  In questo settimo video, la congiunzione Saturno/Plutone del gennaio 2020 viene analizzata da un punto di vista energetico e archetipico.


Se avete perso i video precedenti, ecco i link per trovarli:
Link alla prima parte: https://youtu.be/9yABEAhIcsA
Link alla seconda parte: https://youtu.be/eSUHZIFF7h8
Link alla terza parte: 
Link alla quarta parte: https://youtu.be/aetJIKX5aD8
Link alla quinta parte: https://youtu.be/nXie6SVDyLw

Buon ascolto!

domenica 19 gennaio 2020

Il ciclo Saturno/Plutone e la congiunzione del gennaio 2020 - video 4 e 5

Proseguendo con l'analisi del ciclo Saturno/Plutone, nel quarto video vengono evidenziati gli eventi significativi avvenuti nel corso del 2019, ossia dell'ultimo anno del ciclo appena terminato, a cui segue un'analisi di quest'ultimo ciclo iniziato nel 1982 con la congiunzione in Bilancia. 




Dopo il precedente lungo excursus storico, che ci ha aiutato a capire come si comportano i cicli Saturno/Plutone a livello collettivo, in questo quinto video cominciamo ad analizzare la congiunzione che si è formata tra questi due pianeti il 12 gennaio scorso.



Nel prossimo video vedremo quali sono i paesi che potrebbero essere maggiormente interessati dalla congiunzione.
A presto. Stay tuned!

Link ai video precedenti: 
Link alla prima parte: 
Link alla seconda parte: https://youtu.be/eSUHZIFF7h8
Link alla terza parte: https://youtu.be/TVQTGs2-P7g
 

mercoledì 8 gennaio 2020

Il ciclo Saturno/Plutone e la congiunzione del gennaio 2020 - video 1, 2 e 3

Ho cominciato ad interessarmi al ciclo Saturno/Plutone a partire dall'attentato alle Torri Gemelle e al Pentagono nel 2001, e da allora ho tenuto traccia degli eventi legati alle varie fasi di questo ciclo. Nel 2006 mi sono dedicata ad una ricerca molto più puntuale su questo argomento, cercando le associazioni tra eventi e fasi del ciclo partendo dalla congiunzione in Cancro del 1914. I risultati di queste ricerche sono stati la base di diverse conferenze che ho tenuto nel corso degli anni.

Tra quattro giorni, il 12 gennaio, questi due pianeti si congiungeranno di nuovo in Capricorno, e alla luce degli eventi che stanno accadendo, ho voluto riunire tutti questi dati con le relative considerazioni in una serie di video che sto postando su You Tube.

Nel primo video viene spiegato brevemente che cosa è un ciclo planetario e quali sono le simbologie associate a Saturno e Plutone, dopodiché viene illustrato in tutte le sue fasi il ciclo Saturno/Plutone inizato con la congiunzione del 1914 e terminato nel 1946.


Nel secondo video viene illustrato in tutte le sue fasi il ciclo Saturno/Plutone che va dal 1947 al 1981.



Nel terzo video  viene analizzato il ciclo Saturno/Plutone attualmente in corso, che ha inizio già con gli eventi del 1981 e terminerà il prossimo 12 gennaio. Questa sezione comprende gli eventi dal 1981 al 2018.



Buon ascolto e a presto con i prossimi video! 
Sentitevi liberi di lasciare un commento, se lo desiderate, e se siete interessati ai prossimi video, iscrivetevi al canale.

lunedì 22 aprile 2019

Il rogo di Notre Dame e il karma del Capricorno



L’immagine delle fiamme che si levano alte dalla cattedrale di Notre Dame ci ha toccati nel profondo come un presagio di
sventura. Il Papa si è raccolto in preghiera dopo aver ricevuto la notizia della cattedrale in fiamme. Non essendoci fortunatamente state vittime o feriti, perché raccogliersi in preghiera per un edificio che brucia? La risposta più probabile è che Notre Dame non è una semplice chiesa, ma rappresenta l’idea, inscritta nella pietra, dell’ordine simbolico di una certa visione del mondo e un potente catalizzatore delle energie che sorreggono tale ordine simbolico: un centro di energia, un corpo vivente di pietre che parlano.

L’incendio avviene quando Saturno e Plutone sono a meno di tre gradi di distanza l’uno dall’altro nel segno del Capricorno, cioè il segno che rappresenta il principio ordinatore di tale ordine simbolico, basato sul rapporto polare tra la base e il vertice di ogni struttura triangolare o piramidale, a cui si rifanno tutte le strutture di potere di tipo gerarchico e piramidale che attualmente governano il nostro mondo: strutture di governo, la Chiesa, la massoneria, le grandi corporation.

Il ciclo Saturno/Plutone in cui ci troviamo immersi e che sta volgendo al termine è particolarmente collegato, soprattutto nelle fasi disarmoniche, ad eventi violenti o comunque fortemente significativi, che hanno a che vedere con la Chiesa cattolica o comunque con importanti monumenti o simboli religiosi.

Più o meno nella stessa fase in cui ci troviamo ora rispetto al ciclo precedente, cioè circa un anno prima della congiunzione di Saturno e Plutone in Bilancia del 1982, da cui ha preso il via il ciclo attualmente in corso, abbiamo l’attentato contro Papa Giovanni Paolo II sul sagrato della Basilica di San Pietro a Roma.

Nel marzo del 2001, qualche mese prima dell’opposizione, in Afghanistan vengono distrutte le statue dei Buddha giganti ad opera dei talebani. Inoltre, sempre nel 2001, avviene un evento che sembra speculare rispetto al rogo di Notre Dame: l’incendio e il crollo delle Torri Gemelle a New York. In quel caso Saturno si trovava in Gemelli, mentre nel caso di Notre Dame era Marte a trovarsi in questo segno.

A fine 2009, in coincidenza con la quadratura calante tra questi due pianeti, abbiamo l’aggressione contro Papa Benedetto XVI nella basilica di San Pietro, durante la celebrazione della Messa di Natale.

Inoltre, per quanto riguarda la Chiesa cattolica, va ricordato che il 2009 e il 2010 sono gli anni in cui scoppia il bubbone degli abusi sessuali commessi da preti pedofili, che continua tuttora ad infangare la Chiesa, nonostante i tentativi di fare chiarezza e giustizia.

Nel 2013, in corrispondenza col secondo formarsi del sestile calante, abbiamo l’annuncio delle dimissioni di Papa Benedetto XVI e l’elezione di Jorge Mario Bergoglio al soglio pontificio col nome di Francesco, primo Papa gesuita della storia e primo Papa proveniente dal Sudamerica.

Nel 2015, durante la semiquadratura tra Saturno e Plutone, l’ISIS demolisce importanti siti archeologici prima in Iraq e poi a Palmira, in Siria.

Il rogo di Notre Dame sembra dunque inscriversi perfettamente in questo ciclo, e anzi potrebbe rappresentare l’attivazione su di un piano sottile, simbolico e energetico, degli eventi che caratterizzeranno le fasi di applicazione e separazione della congiunzione tra questi due pianeti tra il 2019 e il 2020.

L’incendio scoppia alle 18,50 del 15 aprile. Se osserviamo l’oroscopo di questo momento, domificato per Parigi, possiamo vedere che l’aspetto tra i pianeti veloci, che ha fatto partire le fiamme nella cattedrale è la quadratura tra la Luna in Vergine e Marte in Gemelli. Tuttavia, l’origine nascosta del rogo sta proprio nella congiunzione tra Saturno e Plutone, che formano rispettivamente un sesquiquadrato di Saturno con la Luna e un sesquiquadrato di Plutone con Marte.

Se poi confrontiamo il tema dell’evento con il tema della 


Francia (5° Repubblica), possiamo vedere come la congiunzione Saturno/Plutone sia quadrata all’Ascendente (20°35 Ariete) e opposta 
alla Luna (21°00 Cancro) della Repubblica Francese, e Chirone sia opposto alla Venere (la ferita al patrimonio artistico).



Ma l’aspetto che più mi ha colpito è la quadratura dell’asse dei Nodi lunari di transito in quel momento con l’asse dei Nodi del tema della Repubblica Francese. I due assi, se sovrapposti, formano una croce in segni cardinali, che ognuno di noi ha visto in diretta: una croce di fuoco, che raffigurava la cattedrale in fiamme ripresa dall’alto da un drone.

Il Nodo Sud di transito si trovava congiunto a Saturno e Plutone a 21°56 Capricorno, mentre il Nodo Nord di transito era congiunto alla Luna della Repubblica Francese: un’immagine del karma in diretta, e il presagio di un vecchio ordine simbolico destinato a cedere il passo ad una nuova visione del mondo.